Una gita in Chianti: dall’Impruneta a Greve

Per trascorrere una giornata alla scoperta dei bellissimi dintorni di Firenze, un percorso unico alla scoperta di una delle zone più famose della Toscana: il Chianti.

 

Il territorio incuneato tra le colline che spaziano da Greve in Chianti fino a Siena, costellando uno dei paesaggi più armoniosi e tipici della regione.
In un giorno si possono visitare due importanti centri di questo territorio, che dà il nome ad un tipo di vino conosciuto in tutto il mondo. La prima tappa per arrivare al territorio del Chianti Classico è Impruneta, che dista da Firenze circa 14 Km. e si raggiunge da Firenze attraverso la via in direzione Pozzolatico, che superato il Poggio Imperiale, siamo già in un mondo agreste, lontana la città, una campagna cosparsa di fattorie e ville, con immensi poderi coltivati a vigneto.

 

Impruneta è una meta molto interessante, sia per la sua superba piazza, sia per la fama dei suoi artigiani del cotto: infatti il materiale particolare prende il nome di Cotto dell’Impruneta. Famiglie artigiane si tramandano l’abilità e il mestiere, antichi forni sono attivi tuttora, e nel centro del paese si possono trovare molti articoli in cotto: classici vasi, anfore e orci, un tempo utilizzati per conservare l’ olio.

 

Infatti, anche la coltivazione degli olivi “dipinge” tutta la campagna circostante con colori argentei e verde: gli olivi, o come si dice in toscano gli ulivi, in questa parte di territorio danno un olio extravergine superbo, dal gusto fruttato, fresco e corposo dal tipico colore verde. Si può gustare su una fetta di pane toscano ben abbrustolita e sfregata con aglio, che dà vita alla “fettunta”, il fast food del passato che accompagna ogni sosta in questo itinerario tra bellezza paesaggistica, monumentale e gastronomica.

 

La specialità del Chianti, Impruneta: Il Peposo

All’Impruneta si può inoltre gustare il piatto tipico del luogo “il Peposo”. Il nome dice tutto. Peposo, cioè molto pepe, molti aromi, e sapori decisi per uno stufato, cucinato nell’immancabile coccio di terracotta, fatto cuocere per moltissimo tempo cosicché i pezzetti di carne siano ben brasati e insaporiti.

 

Direzione Greve in Chianti

Il viaggio può riprendere verso la prossima meta, Greve in Chianti, che rappresenta il fulcro culturale, economico e gastronomico di tutta la zona.
Greve è incuneata in una piccola valle, attorniata da dolci colline che offrono una vista impressionante di terreni coltivati a vigneto, a oliveto e che per tradizione, tra i campi fioriscono gli iris, narcisi che con il loro viola blu intenso, e giallo chiazzano la campagna, in una profusione di colore e profumi. Greve dista circa 40 km. da Firenze, e 20 da Impruneta.

 

Lasciato il paese del cotto, si percorre la via del Chianti classico, dove si possono scorgere le grandi fattorie della zona: Vignamaggio, Uzzano, Montefioralle, che offrono visite e degustazioni dei loro prodotti e naturalmente assaggi di vino chianti docg. Arrivati al paese, si giunge alla piazza principale Piazza Matteotti, centro vitale della vita grevigiana.

 

In quasi tutti i villaggi toscani, la piazza centrale svolge un ruolo importante, con il palazzo del Governo, prima della Signoria, poi Palazzo Comunale in epoca unitaria, e ora sede del Sindaco e del Consiglio comunale. Nella piazza dunque si trovano il palazzo laico, della guida del governo e opposto all’edificio comunale, la chiesa deputata alla vita e tradizioni religiose, che resistono ancora oggi, soprattutto come folklore e curiosità turistiche.
La piazza è luogo di mercato, di scambi economici, di ritrovi e celebrazioni. Notevole è l’impatto che si ha costellato da bassi sbucando da una delle stradine che portano al centro: un grande spazio triangolare, circondato da logge arcuate, fresco riparo durante le calde giornate estive. Troneggia la statua di Giovanni da Verrazzano, l’esploratore nato nel castello che porta il suo nome: da Verrazzano e che per primo esplorò il Nord America, dove ora sorge New York.
Sotto i portici, si trovano numerose botteghe, che vendono i prodotti tipici. Il vimini intrecciato, con cui si costruiscono ceste e gerle molto belle, l’immancabile cotto, utensili per il giardinaggio, nonché i bulbi di iris e altri sementi, attrezzi per la campagna, saponi e detergenti, utensili da cucina. E poi, eccoci davanti alla regine delle botteghe grevigiane: Falorni.

 

Un artigiano della salumeria: Il Falorni

Falorni è qualità pregiata di salumi, di eccellenti formaggi, di squisite marmellate. Irrinunciabile, la finocchiona sbriciolona (un salume aromatizzato con semi di finocchio ), il prosciutto casalingo, il pecorino di Panzano. Si può dunque assaggiare queste delizie, con pane toscano cotto a legna , e il vino si può scegliere fre le tante etichette pregiate.

 

Dopo questa pausa enogastronomica, si può visitare il Museo di San Francesco, oppure il Museo del Vino, creato in vecchissime cantine e dove si percorre l’antichissima storia del vino. Inoltre meritano una visita le antiche pievi che costellano il territorio, andando verso Panzano, in circa 10 minuti da Greve. Dopo una giornata intensa, trascorsa tra campagna e dolci colline, è il momento del ritorno in città e ricordare, i suoni, le voci e i sapori di un luogo unico, dove cultura e paesaggio creano un’armonia perfetta.

 

 

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