Firenze Hollywood

Silenzio in sala, inizia il film: il cinema a Firenze

La bellezza di Firenze gli spazi delineati e racchiusi in una valle circondata da colline sono state lo scenario ideale di moltissimi film. Gli anni 50’ e 60’ portarono Hollywood in Italia, con stars e registi internazionali.

La scelta diventa difficile, si rischia di tralasciare qualche produzione, ma facendo un rapido excursus, si può iniziare proprio dal 1949 con “Il principe delle volpi”, un film a sfondo storico diretto da Henry King, con Tyrone Power un cupo dramma che cerca di ricostruire l’Italia di Cesare Borgia, con profusione di costumi e sontuosità varie, e in cui avventura e amore si susseguono in varie città tra cui Firenze, terra di scontri feroci durante il 500.

Nel 1950 ancora un film americano “September affair”, tradotto con Accadde in settembre con Joseph Cotten, in cui piazza Duomo e piazza della Repubblica fanno da scenario ad un amore contrastato e appassionato.

Mi piace anche ricordare “Darling”, capolavoro di Schlesinger, con Julie Christie, un film del ‘66, in cui la villa medicea di Poggio a Caiano, con la scenografica doppia scalinata viene filmata nel trailer ufficiale. La bionda Julie dalla swinging London alla perfezione architettonica del ‘ 500. Il grande cinema ritorna nel 1976 con “Obsession” di Brian de Palma, Complesso di colpa in italiano, dove la chiesa di San Miniato al Monte riveste un ruolo cruciale in una storia ricca di mistero e di sinistre premonizioni.

Firenze appare in una veste insolita, misteriosa, chiusa nei vicoli del centro, in un clima invernale, freddo e grigio, lontani i colori e la solita iconografia rinascimentale. Ancora sulle colline di Firenze si svolge una scena con Al Pacino e Marthe Keller, in “Un attimo una vita” del 1977. Una nobile villa è il luogo in cui bellezza armoniosa e proporzioni perfette tra casa rinascimentale e storia d’amore s’intersecano.

Occorre arrivare agli anni ‘80, per cercare una Firenze meno stereotipata.

Il film da tutti citato, forse il più bello, è “Camera con Vista” di James Ivory, il più iconico regista che ci sia, tratto dal romanzo di E.M. Forster ‘A Room with a view’, ed è del 1985. Con Helen Bonham Carter, Daniel Day Lewis e Julian Sand e l’impareggiabile Maggie Smith nel ruolo della zia chaperon.

La celebre scena dalla finestra è stata ricreata in studio, mentre quella realmente esistita si trovava nella Pensione Simi ed era sul Lungarno delle Grazie, dove lo scrittore britannico aveva soggiornato per un periodo di tempo. Si ricrea nel film l’atmosfera cosmopolita con ospiti stranieri che sceglievano la città come meta del gran tour. In piazza Signoria è ambientata una delle scene chiave del film, in cui avviene una rissa finita con un omicidio, coltelli e sangue esplodono con violenza selvaggia, quasi un controcanto all’armonia della Loggia dei Lanzi dove la protagonista si rifugia, impressionata ma anche pensierosa che nell’animo umano ci siano passioni tanto estreme e pericolose che l’educazione british reprimeva e condannava. La campagna di Settignano è un’altro incantevole set, con una sviolinata di fiori, olivi, e cipressi e una natura primaverile che accompagna lo sbocciare dell’amore tra i due giovani protagonisti.

Grande successo, e grande immagine di Firenze.

Ancora un romanzo, questo scritto da Henri James, dà origine al capolavoro di Jane Campion “Ritratto di Signora”, del 1996 con una giovane Nicole Kidman e un sempre inquietante John Malkovich. La città si riappropria della sua percezione rinascimentale, infatti è in un Convento quattrocentesco sopra il colle del Forte di Belvedere che vive la figlia adolescente del terribile Mr. Osmond. Una scena si svolge in un chiostro conventuale, in cui si può rintracciare il “giardino delle delizie e della meditazione” caro all’architettura fiorentina. Ma si può rivelare anche un labirinto in cui la giovane Isabel Archer si trova avvolta come in una ragnatela.

Negli ultimi anni Firenze è stata location di film di enorme successo, Hannibal, del 2001, in cui le vicende di Hannibal Lecter sono trasposte a Firenze e in cui Palazzo Vecchio si trasforma in un patibolo, con una terribile uccisione di un discendente dei nobili Pazzi, che come il suo antenato congiurato antimediceo, viene appeso e squarciato.

Fiumi di sangue, Firenze si presta a simili efferatezze, al genere horror?

Si, perché inconfondibile è il contrasto, il chiaroscuro tra immagine e segreto, stanze nascoste e palazzi oscuri, così anche “Inferno”, uscito nel 2016, ultimo film della serie tratta dai romanzi di Dan Brown, e in cui trovano spazio tutti i più classici luoghi fiorentini da Boboli al salone dei Cinquecento, dove la fantasia dello scrittore americano ha imbastito una sparatoria niente male.

Non pensavo che Palazzo Vecchio fosse buono anche per una sparatoria, a questo punto aspettiamo Tarantino che giri il suo prossimo film west.

 

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