porcellino

Tutto quello che avreste voluto sapere sul Porcellino* (*ma non avete mai osato chiedere)

Un grande cinghiale, chiamato da tutti Porcellino,  è in posizione di riposo, in un luogo erboso e senza tempo. Appare così la statua che fa bella mostra di sé alla Loggia del Mercato Nuovo.

Nel cuore antico di “Fiorenza”, con la Signoria a quattro passi e poi il Ponte Vecchio che porta diladdarno (mi raccomando una parola unica). Ma se chiedete ad un fiorentino dov’è la piazza con la statua del cinghiale, vi guarderà un po’ curioso, e vi proporrà invece di vedere quella del porcellino.

Si, proprio così, il cinghiale per una strana metamorfosi, si è trasformato nell’immaginario fiorentino in un sagace porcellino, animale forse più facile da associare a buona sorte e fruttuose annate di messi.

Collocata a fianco del Loggiato dove i mercanti di pezze di lana, sete e altri tessuti, compravano e vendevano la loro preziosa merce, la statua è stata forgiata come il modello di epoca romana, che papa Pio IV donò al granduca Cosimo I, nel 1560. In seguito Cosimo II volle farne una copia di bronzo, e incaricò nel 1620 Pietro Tacca, già affermato scultore (a lui si deve la fontana dei Quattro Mori a Livorno, simbolo della città labronica e le due fontane che si possono ammirare in piazza SS. Annunziata), del lavoro di fusione e installazione proprio nel luogo attuale.

Volle poi circondarla da una fontana per trasportare acqua ai mercanti che lavoravano nel loggiato. E’ singolare vedere come un luogo creato per scambio delle merci, ospitò a partire dal sec. XIX la Borsa, confermando il destino comopolita e mercantile della città. Dalla collocazione che guardava la via di Por Santa Maria, fu poi nell’Ottocento spostata in angolo, per poter aprire ed ingrandire la strada che portava al Ponte Vecchio. Proprio dove è tuttora.

Fortuna e scaramanzia.

C’è sempre folla attorno alla fontana, l’immancabile foto, i bambini a cavallo del porcellino, gli innamorati che intrecciano le mani sul muso dell’animale. Infatti questo simpatico monumento ha la sua tradizione scaramantica. Ed è quella legata alla carezza sul naso del porcellino, per ottenere un buon augurio e una buona sorte, bisogna mettere una monetina nella  bocca del Porcellino, dopo aver strofinato il suo naso.

E qui il destino rivela il suo responso. Infatti se la monetina cade e attraversa la grata, finendo nell’acqua, la fortuna sarà amica, in caso contrario  rimarrà cieca e indifferente. Ed è inutile citare leggi di fisica e gravità che fanno cadere con più forza monete più pesanti! Ma quale scienza, si cerca un sogno, un desiderio, forse il desiderio di tornare Firenze. Tutte le monetine vengono poi raccolte da personale del Comune e devolute in beneficenza.

P1090592

Il muso del porcellino viene accarezzato da anni

 Il bronzo è lucidissimo, per niente opacizzato come in altre parti del corpo, è il segno che intere generazioni di visitatori e fiorentini stessi hanno cercato un mondo incantato Fanno buona guardia all’insieme creature che vivono vicino agli stagni. Infatti la vegetazione e la fauna sono quelle degli acquitrini, i luoghi preferiti dai cinghiali.

Ci sono le serpi contorte, le lucertole con il corpo flessibile, le lumache con le loro piccole antenne, e poi improbabili molluschi, conchiglie, granchi curiosi, ci conducono in un mondo barocco di meraviglia e stupore, di creature anfibie e misteriose. In particolare i bambini toccano volentieri i “mostriciattoli”, che non fanno certo paura, anzi anche loro hanno un “potere” scaramantico e le piccole teste di lucertole, o di altri animali sono più scintillanti di altri elementi della fontana.

P1090591

Il porcellino accerchiato dai turisti

E’ una sosta piacevole, che attira sempre i visitatori, che volentieri si lasciano attrarre dai banchi del loggiato, che vendono articoli caratteristici con le classiche manifatture fiorentine: cappelli di paglia, pietre intarsiate, il cuoio lavorato per cornici, piccoli oggetti, portamonete, portafogli o borse. Durante il giorno tutta la zona pullula di persone, anzi nei periodi di alta stagione turistica guardando verso Por Santa Maria, si può vedere una folla indistinta fino al Ponte Vecchio.

Una fiaba Molti visitatori illustri sono rimasti affascinati dal realismo ipnotico della statua, uno per tutti il danese Hans Christian Andersen che, ispirato dal naturalismo espressivo dell’opera di Tacca, volle scrivere una favola dedicata all’animale totem “Il porcellino di bronzo”.

Così Firenze incanta con le sue opere che rendono ogni percorso un viaggio di scoperte e storia.

visualizzazioni: 99




'Tutto quello che avreste voluto sapere sul Porcellino* (*ma non avete mai osato chiedere)' has no comments

Be the first to comment this post!

Would you like to share your thoughts?

Your email address will not be published.

Hotel Regency | Firenze, Italy Piazza M. D’Azeglio, 3 - 50121 Firenze- Tel. +39 055 245247 Fax +39 055 2346735 - info@regency-hotel.com