Passeggiata romantica a Firenze

Una passeggiata romantica a Firenze è il modo migliore per gli innamorati di scoprire, grazie alla bellezza del territorio, se stessi.
Come scriveva Prevert che se ne intendeva, gli amanti sono sempre soli, immemori del luogo, sospesi nello spazio temporale, ma è anche vero che alcuni luoghi con atmosfere antiche, evocative e sfuggenti possono creare una “scenografia” perfetta a quella stupida cosa chiamata amore.
Dunque dove andare? Lasciate il centro storico troppo affollato, troppo attrattivo per i compulsivi dello shopping e dunque mettete che lei, lui sia un inguaribile shopping addict, come potreste fare un giretto romantico? Quindi scordatevi il centro e raggiungete possibilmente con i mezzi pubblici oppure a piedi o in bicicletta (io suggerirei a piedi poiché si può passeggiare abbracciati, parlare, ridere e altre cose) il grande piazzale di San Domenico, verso Fiesole.
La città appare lontana, i suoni ovattati, poi mettiamo che sia primavera o autunno, insomma procuratevi una di quelle giornate indefinite, poiché non caldo afoso né freddo di tramontana vuole l’innamoramento e anche l’ora, che sia dopo il primo pomeriggio, quando le ombre rosate colorano i colli fiorentini. Fermatevi e laggiù vedete il Forte lontanissimo, più in la il pian dei Giullari, e la collina scura del piazzale, più vicino ci sono poderi come giardini disseminati da ville secolari, come quella stupenda che si vede in curva salendo verso Fiesole, con colori ocra rosati colonnati e giardini digradanti, era di una famiglia aristocratica inglese, una discendente sposò un nobile senese, scrisse molto anche un diario sulla guerra in val di Chiana, e potreste intuire quanto facile sia l’attitudine al bello se come Iris Origo questo il nome della nobildonna, avreste vissuto in questo giardino dell’Eden (non considerate l’aspetto mefistofelico non ancora, non è ancora passione ma è innamoramento). Guardate la vegetazione, primaverile dai colori vivaci, se poi potete procurarvi un po’ di pioggia leggera, allora attendete in qualche simpatico ritrovo, occorre riscaldarsi e ripararsi. Ma siete troppo innamorati ed eccovi pronti per la salita verso Fiesole, costeggiando la parte destra, con mimose, cipressi alberi da frutto resi brillanti e luccicanti dalla pioggia appena terminata. Foto, pic, slide insomma fissate l’obiettivo verso la città e scattate, poi voi due: sfondo perfetto.
Il tragitto dopo la mitica curva in cui la strada si biforca, infatti il tratto a destra porta verso Settignano, altro romantic place (ma questa è tutta un’altra storia) diventa irto, ma gli innamorati camminano leggeri, sfuggendo alle comuni leggi fisiche se non a quella dell’attrazione magnetica.
Continuando ad inerpicarvi per una salita senza tempo, oltrepassando le sabbie temporali di una clessidra che scorre nei vostri petti, vi potete girare verso sinistra. Trattenete il fiato e concentrandovi un po’ potete capire che ai vostri piedi si estende una città meravigliosa; è Firenze, che vi sorride come un’amante fedele, dal basso della valle, dove gli etruschi, i romani e i fiorentini hanno iniziato il loro cammino secolare verso lo splendore.
Eccovi giunti a piazza Mino da Fiesole, potete rilassarvi dove volete, pronti per affrontare dopo un po’ di tempo, trascorso a rifocillarsi e dissetarsi, la salita di San Francesco; lassù sopra le nuvole, vi aspetta una vertigine mozzafiato, in bilico come il vostro amore; lassù vedete lontano il verde della sinagoga, i campanili delle chiese fiorentine, non scordiamoci l’ellisse dello stadio, (qualcuno può essere tifoso ma mi raccomando non come Ivano di Verdone in Viaggi di nozze), la fierezza della cupola di Brunelleschi, i quartieri a nord con isole di verde, lo Stibbert, l’Orticultura, Montughi. A sud il fiume costeggia Rovezzano, ed ecco affiorano le vette verso Vallombrosa.
Ora si sta facendo sera, e volete tornare in centro a Firenze. No, non pensate di prendere l’autobus n.7, ma ritornate alla piazza centrale e prendete l’erta strada sulla destra, e cominciate a discendere. Muri e contrafforti contornano la via, forse vi ricorderà La sera fiesolana, di quell’invasato ma tanto poetico d’Annunzio, e vi sentirete trasformati, con i profumi, il vento che annuncia la sera imminente, il muschio e l’edera forse ora quella fioca lampada irradia una luce tremolante e la magia non s’interrompe anzi come nelle Metamorfosi ovidiane, siete trasformati in creature fiabesche, correte ora, correte fino a San Domenico. L’attimo è trascorso, è scesa la notte, gli innamorati si sono trasformati in amanti, e altri luoghi si addicono di più.

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