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La coppia più controversa della Firenze dei Medici

Veleno o febbre malarica? La storia intricata di Francesco I dei Medici e Bianca Capello, un mistero irrisolto e nella Firenze del 500.

La coppia più discussa nella Firenze del XVI secolo, una intrigante storia tra corte granducale, una prima moglie e una storia d’amore e morte che ancora oggi pone dei dubbi sulle cause della morte di Francesco I e della bellissima seconda moglie Bianca. Il mistero è servito!

Francesco I dei Medici è stato uno dei più ambigui e controversi personaggi nella storia della famiglia. Era stato difficile crescere con due genitori austeri e tirannici, il padre Cosimo aveva un carattere superbo e egoista. La madre era la dolce Eleonora di Toledo, giovane spagnola, ritratta dal Bronzino con uno stupendo vestito in damasco con il piccolo figlio Garzia, era la figlia del viceré di Napoli.

 

Con Eleonora, s’introdusse alla corte fiorentina il rigido cerimoniale di corte spagnolo e la bella Firenze si trasformò in una città controllata e sorvegliata una fortezza, con un granduca tirannico e bellicoso, la granduchessa una pia donna, devotissima e dedita alle opere di beneficenza.

 

Francesco crebbe in una atmosfera tetra e piena di cerimoniali; e quando fu il momento di sposarsi, fu scelta Giovanna d’Austria sorella dell’imperatore Massimiliano d’Asburgo.

 

Francesco così si trovò accasato con una discendente del grande Carlo V, e tutti a Firenze erano incuriositi dal rango di Giovanna, lei che discendeva direttamente dagli imperatori del Sacro Romano Impero. Altezzosa, superba e poco incline agli affetti, Giovanna non era certo felice, e ad aggravare la situazione fu la mancanza di un’erede per il trono, per continuare la stirpe, un maschio vivace e sano.

 

Nacquero invece bambine, inadatte al trono, e un problema per la famiglia: la dote, matrimoni, garanzia di vita in un palazzo o in monastero.

 

Francesco fin da giovane era innamorato perdutamente della bellissima nobildonna veneziana Bianca Capello, sposata ad un povero , bandita dalla repubblica veneziana a causa di questo disonorevole matrimonio. Appena la vide, nonostante l’augusta consorte, si era invaghito della magnifica veneziana e iniziarono una relazione che durò per tutta la loro vita.

 

Francesco oltre all’amore per Bianca, nutriva una vera e propria passione per la filosofia naturalistica, le scienze e l’alchimia. A Palazzo Vecchio si fece costruire uno studiolo, degno di un mago o di un alchimista per chi visita Palazzo Vecchio è una delle curiosità da non perdere; al granduca si deve inoltre la scoperta della lavorazione della prima porcellana italiana sul modello di quella cinese. Dal laboratorio di San Marco uscirono così i primi esemplari di questa delicata materia bianca.

Tra studi e governo, il tempo trascorreva e in un gravissimo incidente Giovanna perse la vita.

Era incinta e purtroppo lei e il figlio che aveva in grembo morirono. Dopo solo tre mesi, finalmente Francesco sposò la sua Bianca . Le ville medicee sparse nel territorio toscano furono sedi di spensierate giornate, e non ultima quella di Pratolino, che il nostro Granduca volle regalare alla amata.

Ma la felicità genera invidia e l’invidia spesso porta all’odio. E a Firenze pochissimi vedevano di buon occhio questa unione, consideravano Bianca una donna di facili costumi, dimenticando che apparteneva ad una delle più nobili famiglie veneziane, e così le casate più prestigiose cercarono di aggirare il problema, tanto più che non vi era discendenza maschile, e il loro figlio don Antonio aveva origini oscure, anzi molti ritenevano che non fosse figlio di Bianca e Francesco. La tragica fine della coppia era vicina. A Poggio a Caiano, in una delle più belle ville, i due cominciarono a sentirsi male, una febbre fortissima con conati di vomito, colpì la coppia e dopo un’agonia di 11 giorni morirono a distanza di 1 giorno. Nasce da questa morte la leggenda dell’avvelenamento da prolungato uso di arsenico.

 

Non era quella l’epoca delle cospirazioni, degli anelli con il veleno, dei pugnali e delle trame oscure? Per secoli questa storia fu tramandata e creduta vera, infine nel 2004 grazie ad un progetto scientifico e storico furono riesumate alcune salme sotto la cappella medicea e anche un’ urna trovata in una chiesa di Poggio a Caiano che avrebbe contenuto alcuni resti organici dei due sfortunati regnanti. I risultati ottenuti dal’ analisi del DNa che poteva risolvere un cold case di circa 6 secoli fa, non ha dato risultati certi, e secondo gli studiosi di paleopatologia l’indagine si rivelò più complessa del previsto e nonostante tracce di arsenico rilevate, non fu preso in considerazione perché la sostanza era usata per trattare i corpi imponendone la decomposizione.

 

I grandi dottori di corte descrissero il decorso della malattia, i conati lancinanti, la febbre altissima, perdita di coscienza, che potrebbero portare a riconoscere alcuni sintomi della malaria, endemica proprio nella piana del Poggio a Caiano. Lasciamo dunque agli scienziati il dilemma.

 

E sappiamo solo che I due innamorati morirono insieme, quasi a voler con la morte sancire per sempre il loro amore.

 

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