Firenze capitale, Piazza Massimo d’Azeglio e la storia dell’Hotel Regency

Scoprire Firenze non è solo un soggiorno ma un vero e proprio viaggio. Potete cominciare ad esempio dalla magnifica piazza D’Azeglio che fa da cornice al vostro Hotel regency.

Seguitemi nel tempo e nello spazio.
Nel 1865 Firenze divenne capitale del nuovo regno d’Italia, con la famiglia reale dei Savoia insediata a Palazzo Pitti, e migliaia di persone che aumentarono notevolmente il numero di abitanti “fiorentini”, Ministeri, uffici statali, sedi bancarie, ambasciate, prestigiose ditte internazionali furono trasferiti nella città e con essi migliaia di persone che richiedevano ottime residenze “moderne”, parchi all’inglese, illuminazione cittadina adeguata.

La città cresceva, costruendo nuovi quartieri residenziali estremamente eleganti adatti ad ospitare alti funzionari, uomini d’affari, personale delle Ambasciate, banchieri con le loro famiglie, sedi di ditte internazionali.
Una nuova città doveva essere disegnata, con grandi viali alberati, una prospettiva che poteva far degradare lo sguardo fin verso San Miniato, una illuminazione perfetta, e anche tanto verde, ben delineato, e ordinato. E case stupende, moderne e spaziose.

Una delle più importanti sistemazioni urbanistiche fu allora proprio piazza d’Azeglio, chiamata così in onore del grande scrittore e statista Massimo d’Azeglio, pensata proprio come una zona elegantissima, con splendide ville a contorno di un giardino recintato come nella Londra vittoriana con i quartieri di Mayfair e Belgravia o a Parigi dove Napoleone III e il barone Haussmann riprogettarono l’aspetto eclatante della Ville lumière, o Vienna che in un certo senso con la costruzione del celebre Ring, fece da modello ai progetti di Poggi.
Così dove sorgevano le immense proprietà dei conti Ginori e di altre famiglie nobili, si sviluppò il nuovo quartiere chiamato della Mattonaia con al centro lo spazio verde e raffinato della piazza.
I villini che furono edificati a contorno della piazza dovevano soddisfare le esigenze abitative e di rappresentanza di importanti personaggi che con le loro famiglie si erano trasferiti da Torino nella città gigliata, la nuova capitale. Tra questi, il banchiere Giacomo Servadio fece proprio costruire due stupende ville, tra il 1866 e il 1869, su progetto dell’ architetto Kleffler.

Affacciate sul grande giardino, dotate dei più raffinati elementi di arredamento, con un ambiente fresco ed ombroso, decorazioni e affreschi sontuosi, nel 1932 furono unificate dai nuovi proprietari, la famiglia aretina dei Ricci Crisolini, diventando così nella struttura principale quello che è oggi la sede dell’Hotel Regency.
Uno dei più celebri abitanti della villa fu lo scrittore polacco Stefan Zeromski, che appunto nel 1913 ebbe la residenza a Firenze, per pochi mesi, fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Impegnata per la libertà della sua patria, la sua vita di esule trovò una sorta di pace nella nostra città, dove il letterato si stabilì con la moglie, la pittrice Anna Zawadzka, nell’elegante edificio, e proprio a Firenze nacque la loro prima figlia Monika.

Pagine importanti di questa sua avventura fiorentina, si trovano nel racconto Charitas, parte della trilogia La lotta contro Satana. La piazza d’Azeglio divenne un piccolo centro di ritrovo per molti intellettuali polacchi, come testimoniano le numerose targhe commemorative lungo i palazzi che circondano il giardino. La vita da esuli, un clima particolarmente vivace e cosmopolita hanno sempre fatto di Firenze una città unica e insolita per la sua cultura. Per gli appassionati bibliofili, voglio ricordare che al numero 20 della piazza, era fin dagli anni venti, una stamperia: la raffinata Stamperia Polacca, nata per la riproduzione di pregiate edizioni.
Proseguendo attraverso le strade che delimitano la piazza, ricordo la sede del teatro Principe Umberto, al n. 38-39, costruito in legno e di struttura circolare quasi una reminescenza del Globe, e già dal 1869 sede di memorabili spettacoli, primo fra tutti il Gran Ballo Excelsior balletto mimico che ebbe negli anni ‘80 dell’800 un enorme successo, inneggiando alle eclatanti scoperte di una società moderna che si avviava verso un futuro di progresso e innovazione.

Purtroppo nel 1889, un incendio distrusse il teatro, e su quelle rovine fu costruito il villino Uzielli, che presenta nei decori e nell’architettura già un riferimento al nascente gusto floreale liberty, o Jugendstil.
L’Hotel Regency e la piazza antistante, dunque, hanno una storia importante e prestigiosa, una tradizione di bellezza ed eleganza che rendono questo luogo d’eccellenza davvero “amazing”.

Lo spazio verde di grande respiro della piazza d’Azeglio fa da cornice ideale.

Il fascino e un’ accoglienza speciale si avvertono immediatamente, dovuti al carattere internazionale che gli architetti chiamati alla progettazione del nuovo quartiere vollero imprimere, cosicché vi troverete a vivere e scoprire un contesto davvero unico e caratteristico per Firenze, esempio di una stagione che vide la città divenire capitale magnifica e “moderna” di un nuovo Stato.

 

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