E… a Firenze cade la neve, non come nel 1985

A Firenze in questi primi giorni del 2017, un inverno glaciale e polare ci fa capire che gli anni passati, trascorsi con tiepide atmosfere e al più qualche giorno in febbraio di gelo, sono solo un ricordo.

L’inverno a Firenze è questo, gelido, arrogante e insidioso. Il vento sferza e schiaffeggia il volto, inclina gli alberi nei giardini, fiocchi di neve che preannunciano nevicate sono troppo leggeri per aderire, trasportati dalle colline innevate che circondano Firenze, si consultano siti meteorologici, ogni minimo cambiamento, con i social sappiamo in tempo reale com’è a Palermo o a Trieste.

Questi giorni nel cuore di un gelido inverno, di cui avevamo scordato i disagi e il fascino, conducono a memorie lontane, riportandoci è proprio il caso di dirlo al clima di un terribile gennaio di 32 anni fa che coinvolse tutta l’Italia e in particolare Firenze.

La nevicata del 1985.

I giornali parlarono di caos bianco, in un’Italia innevata da Nord a Sud. Nei giorni 7 e 8 gennaio si registrarono le temperature più basse di tutto il XX secolo nella storia fiorentina, il termometro arrivò a segnare -23°.

L’Arno era ghiacciato, 40 cm di manto nevoso trasformarono la città in un villaggio da favola russa. Basta citare l’anno e immediatamente il cuore dei fiorentini corre a quei giorni immediatamente dopo la festa dell’Epifania.

La sorpresa aveva purtroppo un altro risvolto, infatti fu subito chiaro che contenere gli inconvenienti e i grandi disagi prodotti da queste condizioni meteorologiche avverse, era praticamente impossibile.

Italia paralizzata, titolavano i giornali, ed infatti furono bloccati scali aerei e ferrovie, strade ed autostrade, Anche nella nostra città ci furono disagi e moltissime emergenze, in particolare dovute alla rottura dei tubi di riscaldamento, cadute di alberi e cornicioni, e con un traffico bloccato senza mezzi e senza direttive. La protezione civile era ancora agli inizi, e fu grazie al lungo e gravoso lavoro dei vigili del fuoco e forze dell’ordine che dopo due giorni si tornò quasi alla normalità. Questo il quadro difficile e reale di quel gennaio 1985.

Firenze era incredibilmente insolita

Certo fu uno spettacolo stupendo, come sempre accade nelle città d’arte quando nevica abbondantemente, come a Venezia per esempio, Firenze era incredibilmente insolita, forse per quel senso di ritornare bambini, di lasciarsi andare all’incanto e allo stupore. Il freddo c’è sempre stato, nei racconti degli scrittori toscani ad esempio , si narra di sere di febbraio in cui il vento di tramontana lambisce i giubbotti, fa indossare cappelli e sciarpe, accende le guance dei bambini. Tuttavia la neve di quel gennaio 1985 fu un evento spiazzante, dannoso e affascinante, pericoloso e unico.

Con queste contraddizioni si vissero due tre giorni come in un paese nordico, dai caffè sempre molto affollati, usciva l’aroma confortante della cioccolata calda, oppure i grog o grappini bevuti in città e non in rifugi montani, alcuni ricorrevano alla classica china calda, e i più eccentrici, un bel gelato da Vivoli, freddo per freddo.

Di tutta questa popolazione infreddolita, i bambini e i ragazzi furono i più entusiasti, per forza le scuole furono chiuse e come da tradizione e come sempre da quando è stata “inventata” la neve, le pallate divennero puro divertimento, le piazze cittadine riecheggiavano allora di grida allegrissime, in piazza d’Azeglio i ragazzi del Michelangelo, in piazza Vittoria quelli del Dante, all’Orticoltura scivoli con slittino per tutti. Per quei giovani fu una grande festa, un po’ meno per i loro genitori, ma ogni fiorentino e ogni turista che ebbe la fortuna di vedere Firenze in quei giorni, ricorda nel cuore quelle immagini irreali eppure meravigliose, e anche se non c’erano a disposizione i social attuali, le foto della nevicata nella città del giglio fecero il giro del mondo, esaltando ancora di più la bellezza di questa città.

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