Da Firenze a Fiesole tra Natura e Arte

Fiesole è una meta prediletta e in questo periodo sicuramente privilegiata per la brezza rinfrescante. Seguite i nostri suggerimenti.

L’estate è il momento più bello per visitare nuovi Paesi e Nazioni, infatti in questo periodo dell’anno il sole, i profumi e la luce penetrante, le lunghe giornate, splendidi tramonti costituiscono quasi un inno alla vita, alla natura. A volte, tuttavia, questa atmosfera di pace e languore è un po’ offuscata da un clima a volte molto caldo che invita a scoprire luoghi più riparati dal sole e verso le colline. Di tutto questo ne sanno qualcosa i fiorentini e proprio dalle loro tradizioni e abitudini, ecco alcuni preziosi consigli su come godersi la vacanza, e scoprire luoghi in cui “si sente fresco”.

 

A Firenze si dice che ci sia il solleone e il fresco, due esatti opposti che il lessico fiorentino usa per palare i questa stagione. Così si poteva sentire nelle strade fiorentine dichiarare “Ora si va a prendere il fresco…”

 

Si, ma dove? La città è incuneata tra colline in una valle dove scorre l’Arno, a Est la collina di piazzale e del Pian dei Giullari, dall’altra parte verso Sud Fiesole, Settignano fino al degradare verso il Valdarno. Sono queste alcune delle mete ideali, soprattutto verso il tardo pomeriggio, per avere una pausa da temperature afose. Fiesole è una perla che domina Firenze, le sue origini romane sono testimoniate dal bellissimo anfiteatro, dove durante la stagione estiva si tengono perfomances e spettacoli teatrali.

 

Già arrivando dalla via di San Domenico, si comincia a salire, e il panorama diventa così sempre più ammaliante, la strada porta direttamente alla piazza Mino da Fiesole, la piazza centrale del paese. In questo caso sta a voi decidere se continuare e raggiungere la chiesa e il complesso conventuale di San Francesco, sulla collina più alta. E’ un percorso in salita ma viene ripagato da una ineguagliabile vista sulla città, e se vi trovate verso l’ora del tramonto, sarà meraviglioso scoprire quel colore rosso caro ai pittori macchiaioli toscani. La chiesa di San Francesco merita una visita, e qui occorre tener presente l’orario di apertura, è una chiesa di stile gotico con una unica navata, proseguendo all’esterno si trova il convento di San Francesco, sorto in luogo dove anticamente sorgeva l’agorà etrusca ed in seguito romana. Il convento ha al suo interno un Museo Etnografico Missionario, con reperti interessanti e particolari, soprattutto quelli legati al mondo nipponico. Sono inoltre visitabili le celle del romitorio, in cui nel 1418 dimorò Bernardino da Siena, il famoso predicatore e riformatore della chiesa. Aveva il ruolo di padre conservatore.

 

Scendendo verso il Belvedere, si può quindi riposarsi e rinfrescarsi . L’aria si fa meno calda, e dopo il tramonto, a volte soffia un leggero vento che arriva dagli Appennini Tosco-romagnoli. Da questa specie di osservatorio, si notano i meravigliosi parchi che adornano le ville arroccate sulle colline sottostanti. Molte hanno una storia affascinante, come villa Medici che nel secolo XVIII fu acquistata dall’eccentrica Lady Oxford, o in tempi più recenti verso Settignano villa I Tatti dove visse il famoso connoisseur Bernard Barenson, Le grandi famiglie aristocratiche inglesi si trasferirono, facendo di Fiesole e Firenze residenze perfette sia per la dolce natura sia per l’antichità delle sue ville che riecheggiavano un passato glorioso rinascimentale.

 

Molti pittori hanno soggiornato a Fiesole, pensiamo a Maurice Denis, importante esponente del movimento francese dei Nabis, il termine ebraico che significa profeta, usato da questi artisti. Denis e la sua famiglia soggiornarono dal 1892 al 1893 e poi in seguito nel 1908. Molti sono i giovani pittori che furono ispirati dal suo lavoro, come ad esempio la pittrice Elizabeth Chaplin, ispirata dalla purezza e dalle linee del 400 toscano care al pittore francese. In seguito, nel 900 ebbero qui la residenza il pittore futurista Primo Conti e l’architetto Giovanni Michelucci cui si deve la costruzione della stazione centrale Santa Maria Novella, di concezione razionalistica tipica degli anno 30. Fiesole ha ispirato dunque pittori e scrittori, e non si può non parlare di Gabriele D’Annunzio che visse alla villa La Capponcina verso il colle di Settignano, la sua storia d’amore con l’attrice più famosa dell’epoca Eleonora Duse. Sembra quasi che il luogo respiri ancora quell’amore tormentato e decadente che i due amanti vissero su questa romantica collina.

 

D’Annunzio ha lasciato varie testimonianze scritte e una poesia particolarmente evocativa: La sera fiesolana. Ed è in questi versi che possiamo trovare quel sentimento che lega indissolubilmente la natura e il sentimento umano. Una serata trascorsa in questo luogo unico e incantevole permette di ritemprarsi e assaporare quella bellezza che tanto ha incantato gli artisti.

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Gabriele D’Annunzio ed Eleonora Duse

 

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