Mercati storici di Firenze, Sant’Ambrogio

Lasciarsi guidare dall’istinto o dalla voglia di vedere un luogo curioso e davvero unico riserva davvero bellissime sorprese. E’ questo il caso del Mercato di Sant’Ambrogio

Il piano urbanistico di Giuseppe Poggi cambiò il disegno dei vecchi quartieri fiorentini, l’intervento infatti aveva come fine quello di rendere Firenze più spaziosa e adeguata al ruolo di capitale del nuovo Stato italiano. Una città che doveva fare i conti con le meraviglie parigine e quelle londinesi, con le costruzioni viennesi che adeguavano i propri spazi ad un ritmo di vita che stava divenendo più veloce, con grandi ditte commerciali che importavano innumerevoli prodotti dalle colonie, con le costruzioni di moderne vie di comunicazioni ferroviarie, con la possibilità di avere una città degna di essere la capitale di uno Stato nazionale che finalmente aboliva dazi e gabelle, unificava misure e monete.

I lavori iniziarono con la demolizione del Mercato Vecchio e di quello del Pesce che si collocavano dove ora sorge Piazza della Repubblica, circondata da palazzi di stampo ottocentesco, con il grande arco che si apre verso via Strozzi, a futura memoria di quel re Vittorio Emanuele II che a Firenze soggiornò a palazzo Pitti, fino al 1871, quando la capitale italiana fu trasferita a Roma.

Si trattava perciò di creare luoghi adeguati per i mercati, e infatti dal Poggi ne furono individuati tre: uno in San Lorenzo, uno in Santa Croce e l’altro in San Frediano. Di questi progetti, videro la luce solo i primi due, che ancora oggi sono attivi e molto conosciuti e frequentati dai cittadini e dai visitatori.

La scelta si era rivelata molto moderna per i tempi, sull’esempio di altre costruzioni europee, s’innalzarono spaziose e luminose strutture in ghisa e vetro organizzate da Giuseppe Mengoni, che al loro interno ospitavano i commercianti: fruttaioli, beccherai, civaioli, pesciaioli, cordai, ferraioli, alcuni nominati con il loro bravo lessico fiorentino: rispettivamente macellai, venditori di legumi e semi, quelli di cordame, cera e pece, petrolio, etc,., i mercanti di pentole e altri utensili per la casa, insomma un mercato moderno, che grazie alla sua struttura permetteva di areare l’interno, poiché non sempre e soprattutto in estate, si esalavano odori non proprio alla rosa.

Così anche il Mercato di Sant’ Ambrogio fu costruito seguendo il disegno architettonico precedente, con dimensioni più piccole, ma potendo contare su uno spazio maggiore, infatti era il territorio detto dell’Ortone, che era appartenuto alle suore di Santa Reparata, confinante con altri beni conventuali, non lontano dalla meravigliosa basilica di Santa Croce, vicinissimo alla chiesa trecentesca di Sant’Ambrogio, che ancora oggi fa da punto di riferimento ad una specie di quadrilatero del gusto, con le panetterie, i negozi che cercano di mantenere quel certo sapore tradizionale, e infatti dalla chiesa si può accedere al Mercato da via dei Macci oppure da Pietrapiana, inoltrandosi in uno dei luoghi più vivi e più popolosi di Firenze e che conserva ancora, anche se sempre più a fatica, un carattere peculiare.

All’interno della struttura ci sono i “banchi” con le proprie specialità, sempre alimentari, qui si possono trovare cibi fiorentini a volte dimenticati, il venerdì per esempio si può comprare il baccalà, oppure altre specialità, così all’esterno, lungo il perimetro, sempre protetto dalla pioggia con un prolungamento in vetro e ghisa, ci sono banchi di verdura e frutta. La qualità è davvero ottima, e cosa non da poco, i prezzi concorrenziali.

In estate poi è tutto un profumo, dal banco delle erbe: basilico, maggiorane, origano, menta piperita e selvatica, il pepolino, le cicorie, i radicchi mugellani, e poi le pesche gialle di Rosano, i fichi dottati, le mele del Casentino, insomma un vero paradiso per il gusto e per la freschezza e salute.

Nei giorni della settimana sia alternano inoltre sempre all’esterno, altre merceologie. Le più curiose e affascinanti sono sicuramente quelle proposte da i banchetti con i vestiti “vintage”, il martedì e il venerdì, che ad un prezzo incredibile, offrono camice, vestiti, magliette e chi più “fruga” tra la merce, più trova il capo particolare, a volte anche con firme di classe, o dalle stoffe stampate che immediatamente ci trasportano negli anni ’60 e ’70.

Ci sono poi i banchi dedicati alla casa, coloratissimi, con tende, asciugamani, cuscini, stoffe, e i romantici fiorai che a primavera possono offrire i fiori coltivati negli orti, come i profumatissimi lillà, gli iris violacei, i mazzetti di garofanini.

In alcuni giorni particolari, come ad esempio il 19 marzo, San Giuseppe, il santo cui è dedicata la chiesa omonima ad un passo dal mercato, il luogo si accende di una vivacità contagiosa, e nei punti di ristoro, si possono assaporare alcuni tra i dolcetti tipici della “festa di san Giuseppe”: brigidini e le frittelle dolci di riso .
Andare in Sant’Ambrogio è un piacere per tutti i fiorentini e i turisti, qui si può trovare un luogo originale, nel vero senso letterale del termine, e scoprire anche uno dei quartieri più belli e significativi di Firenze: l’altero e popolare Santa Croce.

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